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Sono smarrito in mondi fantastici da tutta la vita.

Mi piace assaporare storie in tutti i suoi formati e per questo scrivere romanzi e sceneggiature per fiction e cartoon lo considero più una necessità di un lavoro.

Nel mio percorso formativo c’è sempre stato un occhio concentrato sul mondo dei ragazzi e young adult. Forse perché è il periodo in cui alla fantasia si danno meno confini.



 

SUPERFIFONE romanzo per ragazzi Fabbri editore - Gruppo Mondadori

La scuola media è il posto meno sicuro sulla faccia della terra. O almeno, questa lo è.

Ci sono un sacco di bulli che fanno un mucchio di cose che non dovrebbero fare. C’è un preside che non riesce a tenere in testa il proprio parrucchino ma sforna punizioni a raffica. Ci sono compagni che preferiscono incitare alla rissa all’essere di aiuto.

Ma per fortuna c’è un costume da supereroe che qualcuno dovrà indossare... anche se, quel qualcuno, è un dodicenne dai capelli rossi, look da sfigato e tanta fifa addosso.

Solo una cosa è certa: qui, gli eroi hanno più paura che mai!


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Il SUPERFIFONE lo puoi trovare in libreria e negli store on-line

 

 

 

 

 

La vera storia di Giorgio e il drago _ dai 9 anni

«Bleeehhh» sfiatò il suo ultimo respiro il drago. Fauci spalancate ma indifese, lingua srotolata sulla terra.

«Io sono San Giorgio, l’uccisore di draghi per eccellenza» proclamò a gran voce l’uomo dall’armatura brillante quanto il sole.

I passanti per il sentiero applaudirono piano, come una consuetudine dovuta a chi più altolocato di loro, tutti proseguirono il loro cammino.

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«Questa, è la lancia con cui ho infilzato il drago, con cui ho compiuto il miracolo» gridò Giorgio raccogliendo di nuovo l’attenzione su di sé, la lancia spezzata tenuta alta a dimostrazione del suo valore. «Pericoloso è stato il drago. Ma grande è stato il mio coraggio.» Giorgio ammiccò ai popolani, il suo sguardo a indicargli l’elmo rovesciato a terra poco distante e rigirato al contrario per raccogliere offerte.

Uno zoppo frugò nelle sue tasche e ne cavò due monete di rame e mezzo torsolo di mela masticato. Donò tutto al cavaliere, posando nell’elmo le cose in un tintinnio metallico.

«Brilla la mia spada per proteggere voi tutti» tornò alla carica Giorgio ignorando lo zoppo e rivolgendosi agli altri passanti meno generosi. «Io sono San Giorgio, l’uccisore di draghi!»

La carovana per la città scorse via e Giorgio rimase solo con un bambino rimasto in coda.

«Oooo, un dragone!»

«Già mio piccolo uomo da proteggere. Io sono San Giorgio e ho compiuto il miracolo dell’armatura, della palma, dello stendardo, e ora anche quello del drago» si vantò Giorgio. Ma nemmeno il tempo di finire la frase che il dito curioso del bambino finì dal suo naso all’occhio del drago. Lo conficcò come a volerne testare la consistenza gelatinosa.

«Aaaaahhhhh.» Il drago schizzò su come una lucertola a cui gli si era appena strappata via la coda. «Via, via brutto coso!!» gridò al bambino, il ticchettio dei denti come minaccia.

Il bambino filò lungo il sentiero con la puzza di paura nei pantaloni.

Giorgio sbuffò, per nulla stupito di vedere il drago rianimatosi ai suoi piedi, si tolse l’aureola di legno tenuta sorretta da varie forcine per capelli e si asciugò il sudore della fronte con il lembo del mantello.

«Se fai così scapperanno tutti i clienti. I morti stanno immobili» lamentò Giorgio rivolto alla creatura, con confidenza.

«Prova te a stare immobile con un dito conficcato in un occhio» sbottò il drago soffiando come un gatto irritato. «Cerca di tenerli a debita distanza, invece.»

Giorgio sbuffò ancora, poi si illuminò nel vedere altre persone giungere dal sentiero. «Ecco un uomo. Deve essere ben imbottito di soldi, guarda com’è vestito.» Si risistemò l’aureola in testa e riprese posizione.

Il drago diede uno sguardo veloce al sentiero e si rigettò a terra, ai piedi del cavaliere, lingua in fuori. «Bleeehhh

L’uomo ben vestito si avvicinò, era chiaramente un mercante, nel carretto cataste di pelli di ogni animale.

«Io sono San Giorgio, l’uccisore di draghi» gridò Giorgio ricominciando il suo spettacolo.

«Wow, un drago» esclamò il mercante, stupefatto. «Un drago vero! È anni che non ne vedo uno.»

«Esatto» confermò Giorgio pieno di entusiasmo «il miracolo del drago, la mia lama è la salvezza per tutti voi.» Le sue pupille a indicare l’elmo per un’offerta.

«Come? Ha bisogno di denari?» chiese il mercante stranito.

Giorgio rispose bofonchiando qualcosa di incomprensibile.

«Ma venda la carne del drago, è ottima» suggerì il mercante.

Il drago prese a sudare sotto le scaglie.

«Ecco... ehm... » Giorgio non sapeva come uscire da quella situazione.

«Anzi, le offro io mille monete d’oro per la sua pelle. Sarà un ottimo tappeto di lusso.» Il mercante già con in mano il coltello per scuoiarlo. «Possiamo già fare lo scambio, le monete le ho con me.»

La coda del drago agitata come quella di un gatto nero e nevrotico.

«Be’... mille monete...» Giorgio sembrava indeciso.

«Mmmmm» mugugnò il drago.

Il mercante non si accorse dei movimenti e dei lamenti della creatura, aspettava solo il consenso per aprirgli la pancia.

«No, no, la ringrazio.» Poi la voce di Giorgio tornò di nuovo gonfia e gloriosa. «Io sono San Giorgio e lo faccio solo per liberare gli oppressi.» Il gorgoglio del suo stomaco a smentire le sue parole.

«Come vuole» disse infine il mercante, riponendo il coltello e proseguendo per il sentiero, andandosene con la sua offerta.

«Sei un incapace!» si levò il drago appena rimasero soli. «Mi volevi vendere?»

«Ohi, mille monete...» Il morso del drago nello stivale di Giorgio lo fece tacere. «Ahi. Dai però, la figlia del re l’ho salvata» cercò di difendere il suo valore Giorgio, indicando il palazzo alla fine del sentiero.

«La principessa della città di Selem, dici?» il drago parlava fumando dalle narici. «Certo, ero io ad attaccarla!! Quei soldi sono merito mio, tu hai solo dovuto menare all’aria una lancia e l’hai anche rotta!»

«Però ieri abbiamo fatto un bel pranzetto.»

«Sì, ma perché abbiamo venduto il cavallo!»

Il drago gli avrebbe dato volentieri un altro morso nello stivale, ma un’altra carovana in arrivo li interruppe.

«Arriva della gente. Al lavoro. Sii creativo.» Poi il drago stramazzò nuovamente a terra con gli occhi all’insù. «Bleeehhh

La nuova carovana si avvicinava ma Giorgio rimaneva silenzioso nei suoi pensieri.

«Più creativo, più creativo...» borbottava.

Quando le persone furono a portata di sorriso, lui ne sfoderò uno dei migliori e prese a gridare: «Foto col dragoooo, foto a cinque moneteeeee. Fotografati col drago accantooooo.»

Il drago schizzò su imbestialito «Cosaaa??!!»

Le urla delle persone terrorizzate dal drago ancora vivo si alzarono in coro. «Aaaaaaaa.» Tutti fuggirono verso la città.

«Creativo!» si giustificò Giorgio alzando le spalle.

«Cretino!» corresse il drago, la bocca già una nuvola di fumo. «Presto, scappiamo prima che tornino con fuoco e forcali.»

I due raccattarono le loro cose e proseguirono verso un’altra città.

«Domani io faccio il cavaliere eroico e il morto lo fai tu!» sentenziò il drago all’amico Giorgio.


Fine.



 

 

 

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