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Misteri e manicaretti con Pellegrino Artusi

 

Pellegrino Artusi, raffinato gourmand e primo divulgatore della cucina italiana, diventa detective d'azione. . Per tutti un mistero da svelare attorno al racconto di come il critico forlivese ha potuto assaggiare per la prima volta piatti poi diventati storici. Dietro ogni manicaretto un delitto con un colpevole da scoprire, per ripercorrere così la sua vita. A fronte di ogni racconto, la ricetta originale direttamente dal libro di Artusi.


Un libro scritto a più mani e con l’intervento del giallista Carlo Lucarelli, in cui ho potuto gettare anche il mio seme con “Un pasticcio di furto”.


Commenta il Presidente di Casa Artusi Giordano Conti: si tratta di un libro per molti aspetti sorprendente non solo perché unisce tanti giovani scrittori attorno alla figura di Pellegrino Artusi, ma anche perché dimostra come La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene stia ancora dando i suoi frutti perché continua fonte di ispirazione. Il grande merito dell’Artusi sta proprio nel non aver scritto un semplice libro di ricette, ma di aver riportato le storie, i luoghi e le tradizioni che si nascondano dietro ogni piatto.

https://www.amazon.it/Misteri-manicaretti-Pellegrino-Artusi-Metalli/dp/8893470551

 

 

 

 

 

Premio PROformat

 

Quando immaginiamo Napoli ci salta subito in testa arretratezza, pattume a rivestire gli angoli e clacson a fare da colonna sonora alla vita quotidiana. Sì, dei problemi esistono ma nascoste tra le mura di un vecchio monastero ho trovato uno degli studi di eccellenza per la produzione televisiva italiana. Giraffe di metallo con un obbiettivo grande quanto il mio volto, green screen tanto ampi da non riuscire a guardarli con uno sguardo solamente e uno staff tecnico pronto a riempirmi le orecchie di cordialità.

È questo l’ambiente di Napoli in cui sono stato accolto per ritirare il premio PRO FORMAT 2016.

Cos’é il concorso Pro Format?

La SIAE lo definisce così: Il concorso ProFormat è nato per valorizzare il format originale con l’obiettivo di creare un percorso virtuoso di accesso ai professionisti e ai giovani talenti per nuovi format originali italiani che possono contribuire alla promozione della cultura del nostro Paese all’estero.

È stata un’esperienza davvero fantastica in cui ho potuto conoscere Massimo Cinque, subito disponibile a darmi consigli e Linda Brunetta, di una gentilezza squisita, ma anche Carlo Freccero, Chiara Duranti, Antonio Frascadore e molti altri.

Mi è stato addirittura fornito uno staff, che ho trovato davvero professionale e in gamba, pronto ad affiancarmi in tutto.

Il successivo passaggio al Roma Fiction fest ha reso il tutto concreto e indimenticabile.

 

 

 

 

Progetto Ustica _ Videogame

 

Non ho mai pensato che i giochi fossero un “gioco” e il poter lavorare per la casa di produzione di App e Videogame, IV production, ne è la prova.

Per loro ho scritto testi e parti di fiction in PROGETTO USTICA.

Che cos’è il Progetto Ustica?

Il 27 giugno 1980, un aereo di linea della compagnia Itavia si squarciò inaspettatamente in volo, cadendo vicino alle isole Italiane di Ustica. Un cedimento? Una bomba terroristica? Si parla anche di aerei militari, missili e fraintendimenti. Oggi la verità è quasi trapelata...

Con il supporto dei parenti delle vittime, abbiamo creato un VIDEOGAME esplorativo, che tramite la ludicità, vuole portare a non dimenticare la strage avvenuta. L’importante non è vincere, ma non dimenticare.

 

 

 

Un passato nella Musica

 

La musica è un viaggio.

C’è chi cerca hotel confortevoli dalle melodie rilassanti. Chi preferisce l’avventura di una tenda sporca quanto il grunge. Altri che vogliono solo la solidità artistica di un quadro pennellato e un violino pizzicato. Ma in fondo tutti vogliamo vibrare con le stesse note.

Il mio di viaggio è cominciato all’insegna delle Jam session. L’energia delle improvvisazioni mi ha sempre stimolato a suonare e comporre.

Militando in varie band ho potuto calcare numerosi palchi a spasso per l’Italia. È stato un percorso sonoro che ha tagliato generi come Rock, Metal, Funk, Fusion, Jazz per poi riportarmi a un Pop-Rock. Ma infine è stato lo studio di registrazione a risucchiare il mio interesse più vivo. Perso in un labirinto di potenziometri e levette ho studiato melodia, psicoacustica, armonia, frequenze e modulazioni... Tra i vari arrangiamenti e le numerose collaborazioni, negli anni sono numerosi i brani in cui ho potuto mischiare la mia creatività. In questa varietà di generi e persone ho trovato un particolare affiatamento con alcuni artisti, tanto da ultimare 2 album sotto etichetta discografica.

Oggi la narrativa per ragazzi occupa la maggior parte del mio tempo ma mi ha avvicinato alla scoperta dell’armonia per bambini. E un domani si vedrà.

 

 

 

 

 

Copertine impazzite dei bambini

 

Molti anni fa uscì un mio ebook favolistico, tradotto anche in inglese. Oggi non è più reperibile ma rimarranno sempre traccia in me i numerosi incontri nelle scuole, in cui decine di bambini hanno colorato a loro piacimento la copertina. Eccone alcune.

Ho apprezzato molto anche le mostre con l’illustratore, dove abbiamo esposto le tele arricchite di frammenti di testo tra artisti di vario tipo.

 

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"video-lettura"

 

 

 

Antologie Coop for words

 

Ogni anno la Coop indice un concorso letterario “Coop for words” per scoprire scrittori emergenti tra i giovani. Oltre a segnalare i nomi agli addetti ai lavori, raccolgono gli scritti migliori in antologie disponibili al punto info di qualsiasi filiale.

Due sono i miei racconti selezionati:

  • La piadina per il mostro, 2015

  • Odore di arachidi, 2017


Ma il premio letterario di Coop for words 2015 mi ha permesso di vivere molto più di una semplice premiazione. Non posso che ringraziare l’associazione banditrice per avermi messo a disposizione il biglietto omaggio per l’expo, suggestiva cornice in cui è avvenuta la cerimonia. Tra un crocoburger e uno spettacolo di luce circense, leggere i nostri racconti ha avuto un gusto frizzante.

 

Questo era il racconto. Sezione RICETTE BASTARDE:

Raccontate una ricetta realmente eseguibile in maniera narrativa, in un contesto multietnico”

La piadina per il mostro

Il campanello trillò tre volte consecutive come un codice. Luca accorse alla porta e in punta di piedi sbirciò dallo spioncino.

Sulla soglia scalpitava un bambino di otto anni dalla carnagione nera e i capelli riccioluti. Cingeva al petto una scodella colma di farina, tanto da averne lasciato una scia lungo le scale dietro di sé.

«Presto, apri prima che rientri mamma!» disse concitato.

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Luca tolse il catenaccio e fece entrare il fratello di colore in tutta fretta. Corsero in cucina e filarono sotto il tavolo come a nascondersi. Ad aspettarli c’erano un mattarello, un panetto di strutto, un pugno di sale rubato dai condimenti e una confezione cartonata di bicarbonato strappata. Tutto era disposto alla rinfusa su una tovaglia a quadrettini azzurri.

«Kamil, cosa hai preso?» lamentò Luca guardando la scodella «Perché ha quel colore la farina?».

«Dove abitavo prima la piadina la facevamo con la farina di Teff, ma la nonna ha detto che qui in Italia non ce l’abbiamo» spiegò Kamil afferrando un pizzico di sale e iniziando a mescolare con le mani il tutto «Allora mi ha dato tre farine diverse: normale, integrale e di mais. Dice che è la stessa cosa».

Luca accettò la novità etnica di buon grado e prese a miscelare le polveri col compagno. Aggiunse un pizzico di bicarbonato e una ditata di strutto rovesciando una gran quantità di farina sui vestiti di entrambi.

«Cosa c’hai messo?» domandò Kamil perplesso.

«Bi-carbon-ato» lesse a fatica Luca dalla confezione «Non so, credo voglia dire: carbone a forza doppia» suppose corrugando la fronte «Quando facevo la piadina prima del tuo arrivo, mamma ne metteva sempre un po’».

«Come vuoi. Ma non dovrebbe diventare come pongo?» obiettò Kamil vedendo l’impasto rimanere farinoso.

«Forse manca qualcosa…» conclusero in accordo, poi entrambi con uno scatto puntarono il rubinetto del lavello.

«L’acqua!!» gridarono all’unisono.

«Vado io, tu stai qui al sicuro» sussurrò Kamil strappando la scodella dalle mani di Luca. Gattonò quatto fino al lavabo e con un gesto felino scattò in piedi, aprì il rubinetto e vi mise sotto il contenitore. In un baleno fu nuovamente sotto il tavolo.

«Mitico!» si complimentò Luca.

Le quattro mani di diverso colore presero ad impastare in una sincronia perfetta. Amalgamarono tutti gli ingredienti facendoli divenire un’unica pasta giallognola. Non profumava ancora di pane ma sapeva di buono e i due se ne riempivano le narici a gran polmoni.

«Vai ad accendere la piastra elettrica» ordinò Luca rovesciando il conglomerato sulla tovaglia dividendola in varie palline e frizionandole poi col mattarello per donargli la consueta forma circolare.

«Perfetta, spiattellata al punto giusto! Cuociamo!» si entusiasmò Kamil nel vedere la piadina formatasi anche se per nulla di forma regolare.

«Ma non bisogna lasciarla riposare un po’?» ribatté Luca provando a ricordare il procedimento esatto.

«Si, può darsi ma non abbiamo più tempo» sostenne Kamil scuotendo il capo «Poi non mi pare affatto stanca».

Nuovamente d’accordo presero una delle piadine e la posizionarono sulla piastra incandescente. Dopo un paio di minuti, con cautela la rivoltarono e quando l’aroma inconfondibile di strutto arroventato pervase la stanza, l’afferrarono con un tovagliolo e filarono in camera da letto.

Kamil la lanciò come un frisbee proprio ai piedi del loro letto a castello e si nascosero nel corridoio.

«Non gli abbiamo aggiunto un po’ di affettati!» bisbigliò Kamil.

«Il mostro sotto al letto si accontenterà. L’importante è che stanotte non mangi noi» affermò Luca prima che un rumore non li fece sussultare entrambi.



 

 

 

 

 

Premiazioni poetiche

 

La poesia è un’emozione condensata in parole.

Ma sentire un attore professionista recitare i tuoi versi davanti a un pubblico e a qualche personaggio di prestigio, come un ministro e il sindaco, rende questa emozione vivida e tangibile quanto un brivido.

Nonostante tutto, ammetto di non essermi mai sentito un poeta, ma forse, gli apprezzamenti obiettivi dei concorsi, sono stati i primi mattoni che hanno costruito il castello di narrativa nel quale ora mi sento a casa.

 

 

 

Festival cinematografici

 

Il bello di un’avventura è il non sapere dove questa ti può portare.
Nella landa televisiva, ho marciato armato solo di penna appuntita e la speranza del viaggiatore. Ho potuto assaporare l’esperienza dei grandi maestri, da registi a sceneggiatori, e a cavallo del mio format sono giunto al Roma Fiction Festival, dove ho scoperto che odore ha la vera professionalità.
Ed ecco il vento spingermi in una nuova direzione. Con una mail mi sussurra di andare a Torino, dove mi aspetta lo staff Rai.

C’è odore di avventura nell’aria. Viene da CARTOON ON THE BAY, il festival internazionale dell’animazione per ragazzi. Visto l’invito, non mi è restato che cucire un vestitino elegante al cartone animato di mia ideazione e partire.

una nuova direzione.
Con una mail mi sussurra di andare a Torino, dove lo staff Rai.com ascolterà il mio progetto di animazione cartoon al festival internazionale CARTOONS ON THE BAY, la più importante in Italia.
Sarà l’inizio di qualcosa? O un rapido saluto prima di ritornare sul sentiero da romanziere?
Poco importa, certo è che stamperò nei miei ricordi un nuovo aneddoto da raccontare.
E se lì non mi aspetterà nulla, magari tra la cenere, troverò una mappa del tesoro che mi condurrà ancora più lontano.
E allora, che l’avventura contiascolterà il mio progetto di animazione cartoon al festival internazionale CARTOONS ON THE BAY, la più importante in Italia.
Sarà l’inizio di qualcosa? O un rapido saluto prima di ritornare sul sentiero da romanziere?
Poco importa, certo è che stamperò nei miei ricordi un nuovo aneddoto da raccontare.
E se lì non mi aspetterà nulla, magari tra la cenere, troverò una mappa del tesoro che mi condurrà ancora più lontano.
E allora, che l’avventura continui!una nuova direzione.
Con una mail mi sussurra di andare a Torino, dove lo staff Rai.com ascolterà il mio progetto di animazione cartoon al festival internazionale CARTOONS ON THE BAY, la più importante in Italia.
Sarà l’inizio di qualcosa? O un rapido saluto prima di ritornare sul sentiero da romanziere?
Poco importa, certo è che stamperò nei miei ricordi un nuovo aneddoto da raccontare.
E se lì non mi aspetterà nulla, magari tra la cenere, troverò una mappa del tesoro che mi condurrà ancora più lontano.
E allora, che l’avventura continui!una nuova direzione.
Con una mail mi sussurra di andare a Torino, dove lo staff Rai.com ascolterà il mio progetto di animazione cartoon al festival internazionale CARTOONS ON THE BAY, la più importante in Italia.
Sarà l’inizio di qualcosa? O un rapido saluto prima di ritornare sul sentiero da romanziere?
Poco importa, certo è che stamperò nei miei ricordi un nuovo aneddoto da raccontare.
E se lì non mi aspetterà nulla, magari tra la cenere, troverò una mappa del tesoro che mi condurrà ancora più lontano.
E allora, che l’avventura continui!Sullo stesso palco con la Dynit, il più grande editore e distributore italiano di anime e manga!, ho potuto dire la mia e poi ho continuato anche al Future Film Festival di Bologna. Poter stare, ogni tanto, tra i Big ti fa tenere duro nei momenti difficile e mantenere la determinazione per non mollare mai.

 

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